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Sfatiamo i miti sulla mortadella: verità e curiosità da Bologna

La mortadella è uno dei simboli gastronomici di Bologna, conosciuta e amata in tutta Italia e anche oltre confine. Eppure, attorno a questo salume girano da sempre leggende, false credenze e luoghi comuni che spesso rischiano di ridurne il valore.

In questo articolo vogliamo fare chiarezza e raccontarti cosa c’è di vero e cosa no, svelando i miti più diffusi legati alla mortadella e alla sua “cugina” bolognese, il salame rosa.

Mito n.1 - "La mortadella è troppo grassa e pesante"

Questa è forse la convinzione più diffusa.
La mortadella viene percepita come un salume eccessivamente calorico e difficile da digerire.

La realtà?
La mortadella artigianale è un prodotto equilibrato: nasce da un impasto in cui le parti magre sono predominanti e solo alcune parti di grasso nobile, scelto accuratamente, servono a darle morbidezza e dolcezza.

Per fare un paragone concreto: 100 grammi di mortadella hanno meno calorie di un piatto di pasta al ragù.
La leggerezza, naturalmente, dipende molto dalla qualità delle materie prime e dalla lavorazione: in un laboratorio artigianale come il nostro, l’attenzione alla bilanciatura rende la mortadella saporita, profumata e tutt’altro che “pesante”.

Mito n.2 - "Il salame rosa è una mortadella giovane"

Molti credono che il salame rosa sia una sorta di “mortadella non finita”, come se fosse una sua versione acerba.

Ma non è così.
Il salame rosa è un salume tipico di Bologna, molto raro oggi, che merita di essere considerato a sé stante:

  • la parte magra viene tagliata per la maggior parte a punta di coltello,
  • il gusto è più delicato e meno speziato,
  • visivamente ricorda una coppa di testa.

È ” l’antenato ” della mortadella, ma non una sua copia incompleta.

Mito n.3 - "La mortadella è fatta con gli scarti"

Purtroppo questo pregiudizio spesso deriva da alcune pratiche industriali poco trasparenti, che hanno rovinato la reputazione di un prodotto nobile.

La mortadella artigianale, come quella che produciamo nel nostro laboratorio, viene realizzata solo con tagli selezionati di suino.
Non ci sono scarti: ci sono spalle, rifilature di prosciutto e grassi di gola pregiati che, lavorati con cura, danno origine a una pasta fine, profumata e armoniosa.

La differenza tra un prodotto industriale e uno artigianale sta tutta qui: nella selezione, nella lavorazione lenta e nell’attenzione ai dettagli.

Mito n.4 - "Si mangia solo nel panino"

Certo, il panino con la mortadella è un’icona intramontabile.
Ma limitarla a questo è riduttivo.

La mortadella può diventare:
• una mousse elegante per antipasti,
• il ripieno di pasta fresca,
• dadini in un’insalata fresca e colorata,
• l’ingrediente segreto di pizze e focacce.

La sua versatilità la rende protagonista in cucina, dall’aperitivo alla tavola più raffinata.

Sfatiamo questo mito